Iuxta Day — la giornata completa, in tre video
La prima diretta MAG: un caso reale di grave atrofia mandibolare risolto con protocollo ibrido, senza cantilever. Dalla presentazione del caso alla filosofia dell’approccio, fino alla live surgery commentata passo dopo passo.
Grave atrofia mandibolare dopo due All-on-4 falliti: un protocollo ibrido senza cantilever
Una donna di 65 anni, in buona salute e con anamnesi pulita, arriva con una storia di insuccessi: due riabilitazioni full-arch con tecnica All-on-4, entrambe fallite, e un apice implantare fratturato residuo in sede 4.5. La mandibola presenta una grave atrofia verticale ma conserva un buon spessore bucco-linguale posteriore — la condizione che ha reso possibile una soluzione ibrida: due impianti convenzionali anteriormente e un impianto Iuxta osseo (sottoperiosteo digitale BTK) a fissazione rigida posteriormente, con carico immediato e senza braccio a sbalzo.
Presentazione del caso e razionale della tecnica Iuxta
Dr. Stefano Negrini · in sala a Brescia · con l’intervento di BTK · circa 40 minuti
Stefano Negrini presenta la paziente e spiega perché, dopo due All-on-4 falliti e di fronte a una grave atrofia mandibolare, la scelta ricade su un impianto Iuxta osseo. Dalla lettura della TAC e dell’occlusione al concetto di fissazione rigida con viti di osteosintesi, fino ai dati onesti sulle complicanze. Apre la giornata il sostegno tecnico di BTK, azienda che sviluppa gli impianti Iuxta.
Capitoli
circa 40 minuti- 00:00 01 · Il sostegno di BTK e le opzioni nelle gravi atrofie Davide Giacometti (BTK): 27 anni di implantologia, il software di pianificazione Opera, gli ingegneri biomedici e il catalogo per le atrofie severe.
- 06:03 02 · Il caso: 65 anni, due All-on-4 falliti La panoramica iniziale, l’apice implantare residuo in 4.5 e una grave atrofia verticale della mandibola.
- 09:20 03 · Dalla TAC all’occlusione: come nasce il progetto Fattibilità dalla CBCT corredata di dati clinici, mascherina radiologica e il principio che il progetto parte dalla protesi.
- 12:29 04 · Perché non la ricostruzione: la scelta dell’Iuxta Da chirurgo ricostruttore (calvaria, cresta iliaca) alla rinuncia per morbidità e tempi: l’impianto di superficie che sfrutta l’osso residuo.
- 17:26 05 · Fissazione rigida: le viti di osteosintesi Il concetto mutuato da ortopedia e chirurgia maxillo-facciale — dove fisso l’impianto con una vite, l’impianto è fissato rigidamente all’osso.
- 20:25 06 · Perché i vecchi sottoperiostei fallivano Decine di impianti rimossi in anni di maxillo-facciale, l’arrivo del laser melting e dell’analisi FEA, una casistica vicina al centinaio.
- 23:09 07 · La dima di taglio e l’osteectomia Guida di foratura/taglio fissata con pin, piezo per rimuovere i sottosquadri e abbassare il livello del MUA a prevenzione delle deiscenze.
- 25:00 08 · Le complicanze, dette con onestà Deiscenza asintomatica al 20–25%, deiscenza sintomatica sotto il 5–6%, e cosa va detto al paziente prima dell’intervento.
- 32:06 09 · Dal template all’impianto anodizzato Template in titanio contro resina, verifica del fittaggio e l’impianto Iuxta anodizzato rosa con i suoi MUA.
- 35:40 10 · Due impianti separati, non uno: la lezione del vomere Perché due strutture separate gestiscono meglio del vecchio impianto unico a barra palatale — e la presentazione di Antonio Olivo.
L’approccio al paziente atrofico: scegliere la tecnica giusta
Dr. Antonio Olivo · in collegamento da Padova · circa 78 minuti
Antonio Olivo mette in fila l’intero spettro delle soluzioni per il mascellare atrofico — All-on-4, zigomatico, rialzo di seno, transsinusale/nasale, Iuxta osseo — e argomenta perché non esiste una tecnica unica: si sceglie in base ad anatomia, quantità e qualità dell’osso, esigenze protesiche e minima invasività. Con casi reali documentati a distanza di 8, 9, 13 anni.
Capitoli
circa 78 minuti- 02:02 01 · Progettare con protesista e odontotecnico L’approccio multidisciplinare: tutto il tempo che occupi prima è tempo che non occupi dopo.
- 05:21 02 · La mappa delle soluzioni per il mascellare Da All-on-4 allo zigomatico, al rialzo di seno, ai transsinusali/nasali, fino all’Iuxta osseo: una slide per orientarsi.
- 10:23 03 · Quantità e qualità dell’osso disponibile Premaxilla, tuber, osso nasale e zigomatico: osso compatto non è sempre sinonimo di miglior performance.
- 12:40 04 · I cinque criteri di selezione chirurgica Localizzare i siti, quantificare l’osso, valutarne la qualità, trovare la posizione protesica, scegliere l’approccio meno invasivo.
- 14:31 05 · La posizione più distale: perché conta Più ci si distalizza, migliore è il supporto ai carichi occlusali per la vicinanza al fulcro condilare.
- 20:04 06 · Avere più tecniche, non adattare il paziente Non si sceglie a testa o croce, né si adatta il paziente alla propria tecnica: si sceglie la soluzione più idonea a lui.
- 23:26 07 · Leggere l’anatomia con le stereolitografie Quando lo zigomatico è un errore, e perché i tessuti molli vanno pensati come una guaina che ricopre l’osso.
- 28:36 08 · Da dove nascono gli zigomatici Brånemark e i casi oncologici, la maxillectomia, e il rischio di sinusite cronica quando l’impianto è mal posizionato.
- 40:57 09 · Sinus Slot Technique e neo-apposizione ossea La parete piatta (ZAGA 0), l’approccio intrasinusale e controlli a 8–9 anni con osso neo-apposto attorno all’impianto.
- 47:51 10 · L’impianto nasale/transsinusale a 24° La nuova piattaforma angolata BTK: stessa emergenza protesica dello zigomatico, con minore invasività.
- 50:38 11 · Dall’improvvisazione alla chirurgia guidata L’evoluzione della tecnica: 2012 chirurgia "improvvisata", poi la stereolitografia, poi la guidata; l’osso di banca per creste piatte.
- 73:41 12 · Il primo Iuxta con Negrini: partire da tessuti sani Un caso post-trauma a disegno asimmetrico e il carico immediato: perché tutto parte da un tessuto molle trofico e ben guarito.
L’intervento in diretta, commentato passo dopo passo
Dr. Stefano Negrini · commento del Dr. Antonio Olivo · Negrini opera in sala, Olivo commenta in collegamento · circa 2 ore e 15 minuti
L’intervento completo: incisione e scollamento nel rispetto del nervo alveolare inferiore, dima di taglio in titanio, i due impianti convenzionali anteriori in chirurgia guidata, l’osteectomia con il piezo, il posizionamento e la fissazione dell’impianto Iuxta, la rimozione dell’apice fratturato, la gestione dei tessuti molli con membrane e fattori di crescita e la sutura a doppio strato. Tutto commentato in diretta da Antonio Olivo.
Capitoli
circa 2 ore e 15 minuti- 00:00 01 · In sala: l’équipe, l’anestesia e la prima incisione La squadra operatoria, la sedazione dell’anestesista e l’incisione a cresta in doppio livello, preservando la gengiva aderente.
- 04:39 02 · Scollamento nel rispetto del nervo Lembo con il Molt, un nervo alveolare inferiore molto superficiale e le aderenze da rispettare passo passo.
- 11:30 03 · La dima di taglio in titanio: pin e stabilità Posizionamento della guida, tre pin per bloccarla e la prova di stabilità sotto pressione.
- 17:49 04 · Gli impianti convenzionali anteriori (guidata) La sequenza di frese del kit Maestro, i passaggi che si possono saltare e il controllo del torque.
- 24:26 05 · L’osteectomia con il piezo lungo la dima Rimozione dei sottosquadri, il gradino osseo e il vantaggio della guida in titanio che "sfuma" sull’osso.
- 33:05 06 · L’impianto Iuxta di destra: verifica del fit Il template con le manigliette, la rotazione per correggere l’emergenza e la corrispondenza dei fori.
- 42:27 07 · Fissazione con le viti, a mano Perché le viti di fissaggio si mettono a mano e non con il manipolo, e le scelte sui siti mesiali al nervo.
- 50:49 08 · Rimozione dell’apice implantare fratturato Il "residuo" in 4.5 tolto con una semplice leva dritta: a volte basta lo strumento giusto, non solo la mano giusta.
- 62:24 09 · Il lato sinistro e il confronto resina/titanio Dima del quarto settore, e la differenza di precisione tra la guida in resina e quella in titanio mostrata dal vivo.
- 93:38 10 · MUA, membrane CGF e fattori di crescita Posizionamento dei MUA, membrane FibroGuide e CGF, poncho technique per gestire i tessuti molli.
- 100:37 11 · La sutura: la parte più creativa Sutura a doppio strato, punto di repere mediano e lembo lasciato estroflesso per rigenerare gengiva cheratinizzata.
- 111:04 12 · Punti di ancoraggio osseo e niente scarichi Perché in queste atrofie i punti di ancoraggio osseo aiutano, e la sutura senza incisioni di scarico mutuata dall’ortognatica.
- 117:21 13 · Antibiotici, carico immediato e chiusura Il protocollo antibiotico, il montaggio della protesi in giornata e i saluti finali: "un intervento impeccabile".
Le frasi che hanno definito la giornata
Tocca una citazione per saltare al punto esatto del video.
Strumenti e tecniche mostrati durante l’intervento
Una rassegna di ciò che Stefano Negrini ha usato e raccontato sul tavolo operatorio. Tocca il timestamp per andare a quel momento del video.
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Dima di taglio in titanio
Guida di foratura e taglio: rispetto alla resina "sfuma" meglio sull’osso e offre un adattamento più preciso, oltre a essere sterilizzabile.
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Pin di stabilizzazione (1.5 mm)
Diametro inferiore alle viti (2.0–2.3 mm) per non danneggiare il foro: bastano tre pin per bloccare la dima all’osso.
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Chirurgia guidata — kit Maestro
Sequenza di frese progressive per i due impianti convenzionali anteriori; la boccola trova il foro automaticamente riducendo a zero l’errore d’asse.
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Osteectomia con piezo
Non osteotomia ma osteectomia: rimuove i sottosquadri e abbassa il livello a cui emerge il MUA, per favorire la copertura dei tessuti molli.
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Viti di osteosintesi (2.0–2.8 mm)
Fissazione rigida della struttura all’osso, avvitate a mano perché richiedono una forza importante; il manipolo solo dove manca lo spazio.
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Template Iuxta con manigliette
Le impugnature del template danno maneggevolezza e controllo nel posizionamento della struttura in titanio.
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Membrane CGF e FibroGuide
Fattori di crescita (CGF) e membrana di collagene eterologo cross-linkato per sostenere tessuti già trattati, poco vascolarizzati e fibrosi.
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Sutura a doppio strato
Vicryl 3.0 e 4.0, punto di repere mediano e lembo lasciato estroflesso: amplia la superficie a contatto e favorisce la guarigione per prima intenzione e la gengiva cheratinizzata.
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Carico immediato
Nessuna impronta: con l’Iuxta digitale la protesi è già pronta e viene montata in giornata, a fine intervento.
Le domande, mentre si operava
Buona parte del valore dell’Iuxta Day è nel dialogo continuo tra chi operava e chi commentava. Ecco alcuni passaggi.
- D Perché le viti di fissaggio le metti a mano e non con il manipolo?
- R Perché serve una forza importante. Il manipolo lo uso solo quando non c’è abbastanza spazio per farlo entrare.
- D Da cosa è stata dettata la scelta dei due impianti convenzionali anteriori?
- R Dall’osso in abbondanza in zona anteriore e da tessuti molli un po’ più deboli: è la condizione che ha ispirato il protocollo ibrido.
- D Estendere il sottoperiosteo anche anteriormente avrebbe complicato il disegno?
- R Sì. Mandibole così ampie sono rarissime e l’inserimento sarebbe stato più difficile: un’estensione troppo mesiale avrebbe complicato l’insediamento delle due parti.
- D Che membrana viene usata e con quale terapia antibiotica?
- R La membrana è FibroGuide, collagene eterologo cross-linkato. L’antibiotico è Augmentin: ogni 8 ore per 4 giorni, poi ogni 12 ore per altri 4 — 8 giorni in totale.
Chi ha guidato la giornata
BTK al fianco dell’Iuxta Day
Gli impianti Iuxta posizionati durante la live surgery sono sviluppati e prodotti da BTK, che ha reso possibile la giornata con il proprio supporto tecnico e clinico.
Impianti Iuxta · sponsor ufficiale dell’evento
La Masterclass MAG
L’Iuxta Day è una giornata di confronto su un caso reale. La Masterclass MAG è il percorso completo: quattro moduli e otto giornate hands-on a Brescia, con Antonio Olivo e Stefano Negrini, dalla diagnosi alla riabilitazione finale nelle gravi atrofie.
Scopri la MasterclassVuoi approfondire queste tecniche?
L’Iuxta Day è un confronto su un caso reale. La Masterclass MAG è il percorso completo: 4 moduli, 8 giornate hands-on a Brescia, con due chirurghi maxillo-facciali che ti accompagnano dalla diagnosi alla riabilitazione finale nelle gravi atrofie.
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